La sensibilità insulinica

La sensibilità insulinica indica la capacità dei tessuti e delle componenti dell’organismo di rispondere in maniera opportuna all’azione dell’ormone insulina.

L’insulina è un ormone che permette l’ingresso di glucosio nelle cellule o più sullo specifico permette ai trasportatori di glucosio( proteine glut) di attraversare la membrana cellulare. Ciò avviene nel tessuto muscolare ed adiposo stimolando al loro interno sia l’ossidazione di glucosio per la produzione energetica sia per creare le scorte adipose per i momenti in cui la glicemia si mantiene sotto i livelli standard ( ad esempio durante digiuni o allenamenti lunghi)

Quando i tessuti presentano una buona sensibilità insulinica il glucosio viene ben assorbito facilitando l’aumento delle scorte di glicogeno (energia) a discapito dell’aumento delle scorte adipose( accumulo di grasso). Se la sensibilità risulta bassa, allora la glicemia tende a rimanere alta per un tempo maggiore e l’organismo tende ad accumulare più glucosio nelle scorte adipose; opportuno inoltre ricordare che se la glicemia è alta per più tempo, l’organismo sarà maggiormente soggetto ad azione infiammatoria (pericolosa per la salute e la longevità dell’organismo).

Ognuno di noi ha di base una certa sensibilità all’insulina, ma a prescindere dal fatto che essa sia alta o bassa è opportuno controllare la quantità e soprattutto la qualità di carboidrati introdotti al fine di mantenerla sempre ottimale. Anche in persone con alta sensibilità insulinica, una costante dieta ad alto tenore di carboidrati, ad alto carico glicemico, può alla lunga portare ad un abbassamento della sensibilità con danni metabolici e di natura infiammatoria.

Una bassa sensibilità all’insulina non porterà solo ad accumulo di grasso ma anche e soprattutto ad un continuo stato di spossatezza e mancata energia ( il glucosio c’è ma viene mal utilizzato), maggior senso di fame, difficoltà di concentrazione e nei casi più gravi anche a diabete e problemi cardiovascolari.

Come si aumenta la sensibilità insulinica?

Ci sono soluzioni di diversa natura.

Tramite allenamento. Studi a riguardo dimostrano che l’abbinamento di sessioni aerobiche hiit e sessioni di forza incidono significativamente sul miglioramento della sensibilità; nello specifico chi ha problemi già legati al diabete dovrebbe adottare maggiormente le sedute di forza accompagnando un’attività aerobica più contenuta, in questi soggetti infatti l’indice infiammatorio sarà più alto, di conseguenza stimoli ad alto sviluppo di radicali liberi possono peggiorare addirittura la situazione. Per soggetti sani con una iniziale riduzione della sensibilità sarà invece più adatto un approccio misto che possa ad esempio prevedere 3 sessioni di cardio hiit o allenamento ad alto impatto metabolico e 2 sessioni di forza.

Tramite l’alimentazione. Anche a tavola si può migliorare la sensibilità giostrando alcune opportune strategie che vanno dalla riduzione, per determinati periodi, del quantitativo di carboidrati all’ introduzione di maggiore quantità di fibra solubile che rallenta l’assorbimento intestinale degli zuccheri. Studi a riguardo certificano i maggiori risultati tramite strategie intermittenti di carico e scarico di carboidrati ( strategie che ovviamente vanno valutate con il nutrizionista o il biologo di fiducia)

Tramite il sonno. La cura della qualità del sonno e delle ore migliori per dormire ha dimostrato avere effetti molto positivi a riguardo, non a caso la riparazione dei tessuti infiammati avviene di notte ed ottimizzare tale azione porta ad avere uno stress ossidativo minore che comporta una riduzione dei livelli di cortisolo e glucagone (ormoni che quando sono in eccesso favoriscono il rilascio di glucosio nel circolo ematico). Oltre alla qualità del sonno, utile a ridurre lo stress ossidativo è l’attività di meditazione.

Tramite l’integrazione. Antiossidanti di spicco come resveratrolo e glutatione in correlazione all’assunzione di omega3 ed integratori probiotici (per l’assorbimento dei nutrienti) si sono rivelati un’integrazione vincente contro la ridotta sensibilità insulinica.

Ovviamente è utile ricordare che queste strategie hanno valenza maggiore se combinate fra loro a costituire uno stile di vita sano e direzionato al miglioramento della salute e del proprio stato energetico.

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