Ah finalmente è arrivato il fine settimana, ora possiamo mangiare un bel piattone di pasta alla carbonara, un secondo di carne con salse annesse, un bel pò di frittura e chiudiamo con un dolce gourmet e poi…… ops, era solo un sogno, o forse no?!
Qualsiasi dieta voi stiate facendo( salvo preparazioni agonistiche) sicuramente vi richiede impegno, serietà, costanza ed un buon livello di positività; però c’è il tanto aspettato pasto sgarro che riempie nuovamente le nostre energie e regala alle papille gustative un momento di gioia. Tuttavia il giorno dopo c’è chi continua ad osservarne i benefici, perchè magari si sente molto carico di energie e chi invece ne paga le conseguenze sentendosi gonfio e facendosi schiacciare da inutili sensi di colpa.

Ma il pasto sgarro è veramente utile? ed in cosa consiste realmente?
L’utilità è quasi strettamente psicologica, esso serve appunto a regalarci un momento di piacere culinario, ed aiuta anche a ristabilire un pò il livello energetico magari dopo una settimana di allenamento costante, dieta e stress lavorativo; vediamo ora come fare un pasto sgarro senza che lo stesso comprometta il lavoro della settimana ed il nostro stato psicologico dal giorno dopo: supponiamo di avere un fabbisogno giornaliero di mantenimento sulle 2000 kcal e che si faccia una dieta ipocalorica sulle 1600-1700 kcal; questa porterà un deficit settimanale di 2100-2800 kcal, a questo punto basterà far sì che le calorie del pasto sgarro siano la somma della metà del valore medio dell’intervallo( circa 1250 kcal) all’apporto calorico che solitamente diamo a quel pasto, ad esempio, in questo caso, se facciamo il pasto sgarro la domenica a pranzo e di solito al pranzo ingeriamo 700 kcal, il nostro pasto sgarro limite sarà 700 kcal più 1250, ovvero 1950 kcal; sicuramente un bel pò per tornare soddisfatti e rigenerati. Se invece si sfora su tale strategia sarà consigliato digiunare per il resto della giornata altrimenti il rischio di avvertire stanchezza e pesantezza il giorno dopo sarà elevato

