Fitness e soluzione ai traumi

Un trauma muscolo-scheletrico può essere occasione di stop in palestra ma anche un’occasione per iniziare a far sul serio e prendersi cura del proprio corpo, dipenderà molto dai punti di vista e dalla mentalità del malcapitato, ma non basta…

Quando si subisce un trauma più o meno grave si è soliti pensare a recuperare al meglio la normalità, accettando talvolta l’idea di non poter tornare ad essere ciò che si era prima o anche meglio; questo processo porta nella maggior parte delle situazioni ad una incompleta soluzione del problema e ad un allungamento dei tempi.

Con l’alimentazione ed il giusto allenamento è possibile addirittura tagliare i tempi di recupero, ma sarà necessario pianificare una strategia corretta e precisa.

In un primo istante va calcolato che ci sarà nel post-trauma una prima fase di immobilità e conseguente ipotrofia muscolare,con perdita della forza ed anche della funzionalità; a seguito una seconda fase dove il malcapitato comincia il percorso riabilitativo dopo essersi assicurato riposo e cure necessarie.

L’allenamento prevederà una precisa e studiata messa in moto delle componenti limitrofe al danno, in maniera tale da creare una sorta di supporto; in parallelo si lavorerà sull’elasticità della zona danneggiata che solitamente viene compromessa dopo l’operazione (es dopo un’operazione al ginocchio è facile perdere elasticità su femorali e quadricipiti oltre che un calo della forza) al fine di recuperare i movimenti al 99%.

Per quanto concerne l’alimentazione ci sono delle valutazioni da fare.

L’infiammazione che nasce nella zona dove c’è stato il trauma (nasce per rendere più rapida la riparazione dei tessuti danneggiati) crea un’azione di resistenza all’anabolismo che diventa causa di perdita del tono in zona e dell’abbassamento momentaneo della sintesi proteica; in più da tener conto l’elevata stimolazione di ormoni catabolici in risposta al trauma.

L’alimentazione dunque avrà due scopi: rialzare l’anabolismo ed il limitare dei processi infiammatori.

Dimostrato che una dieta con una buona prevalenza degli omega 3 sugli omega 6 è in grado di attenuare in maniera significativa patologie infiammatorie ed autoimmuni (questa sarà una delle considerazioni principe dell’alimentazione).

Un apporto maggiore di antiossidanti inoltre favorirà il recupero da processi catabolici ed una ripresa del sistema immunitario.

Per il discorso legato all’anabolismo in questo caso la fanno da padrone gli amminoacidi essenziali per il miglioramento della sintesi proteica e l’arginina che stimola la riparazione del danno tissutale; và considerato però che un apporto proteico eccessivo in questo periodo potrebbe favorire lo stress ossidativo, ergo le proteine saranno opportunamente scelte e dosate.

Per il discorso legato al bilancio energetico va precisato che il consumo calorico nel periodo post-trauma aumenta di circa il 20%, quindi pur essendo meno attivi in tale periodo va ponderato bene il nuovo equilibrio calorico.

Recuperare in tempi molto rapidi, in quasi tutti gli eventi traumatici si può, ma solo con le giuste considerazioni

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